Tutto il mese di agosto apertura SANTUARIO S. PANCRAZIO – dalle ore 15,30 alle ore 18,30

 

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Il Santuario di San Pancrazio,  

inserito in una incantevole cornice naturale tra quieti boschi e maestosi tigli, sorge su un piccolo pianoro a mezza costa del monte Pìnzernone, lungo il versante sinistrolclella valle di Osteno; si raggiunge dal centro di Ramponio, proseguendo oltre il campo sportivo ed il cimitero. La posizione era strategica fin dall'antichità, perché permetteva di controllare l'accesso alla Valle Intelvi da Porlezza.

 ll Santuario è dedicato ad un giovanissimo martire del IV secolo; esso è raffigurato sempre in armi, per sottolinearne il coraggio. San Pancrazio è molto venerato dai valligiani, che hanno fatto del suo Santuario un'importante meta di pellegrinaggi fin dal XVI secolo. Si dice che fosse invocato per chiedere il ritorno di migranti e militari, quasi come per infondere negli animi serenità e coraggio.Ancora oggi la devozione per San Pancrazio si conserva a Ramponìo Verna, dove nel mese di maggio si celebra la tradizionale festa legata al giovane martire, caratterizzata da processione, messa solenne e un canto in onore del santo.

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Aspetti artistici

L'interno della chiesa presenta una navata, due cappelle laterali e sei nicchie.

La volta a botte è decorata al centro con affreschi raffiguranti la Trinità e ai lati gli Evangelisti; cinque lunette delle nicchie sono affrescate con scene della Vita della Madonna e dell'infanzia di Cristo. A destra dell'ingresso vi è una cappella seicentesca dedicata a San Carlo;eè interessante per  il paliotto dell'altare in scagliola policroma, un tempo sull'altare maggiore, e perla pala datata 1625 raffigurante San Carlo, che porta in basso a destra lo stemma della famiglia Rapa.

Sulla sinistra rispetto all'ingresso vi è la cappella di San Pancrazio, che racchiude la piccola abside romana della primitiva chiesa, dove si può osservare un antichissimo affrssco raffigurante la Madonna con il Bambino e San Pancrazio con palma e spada. Inoltre contiene stucchi settecenteschi tradizionalmente attribuiti a Diego Carloni o alla sua scuola. 

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l'abside presenta un'interessantissima architettura con costoloni a raggiera a bande bianche e rosse, sostenuti da eleganti Iesene semicircolari in pietra. Le pareti absidali presentano diversi affreschi, secondo alcuni studiosi riconducibili ai Solari di Verna: una Crocifissione con santi (datato 1543), una Pietà con santi e una Madonna in trono con santi. Nella nicchia sul lato sinistro accanto al presbiterio, separato dalla navata da una balaustra marmorea, si conserva un gruppo marmoreo seicentesco raffigurante una Madonna con Bambino, realizzato dal ramponiese Tommaso  Orsolino, scultore che lavorò anche a Pavia alla Certosa. A lato dell'altare vi è un busto in rame di San Pancrazio. Nel Santuario sono presenti anche alcune pitture del maestro Piero Gauli, pittore contemporaneo aderente al movimento di "Corrente".

Aspetti Storici

Presso questa chiesa sorgeva un antico insediamento chiamato Vestobbia (citato in ben cinque documenti tra il XIII e il XVI secolo); il nucleo più antico dell'edificio sacro risale probabilmente alla prima metà dell'XI secolo ed era orientato con l'abside a levante. Di questo primitivo edificio (secondo la tradizione sarebbe la cappella di un antico castello), rimangono la piccola abside semicircolare (che oggi chiude la cappella di San Pancrazio) ed il robusto campanile romanico.

Nel XV secolo venne progettato un nuovo e più grande edificio (nel 1593 non era ancora  derminato), con asse ruotato di 90 gradi rispetto al vecchio oratorio. Probabilmente ciò avvenne a seguito del fatto che la devozione a San Pancrazio riguardava un numero sempre più ampio di fedeli; quindi, la piccola cappella non bastava più a contenere le persone che accorrevano da tutti i paesi della Valle.

Un altro significativo ampliamento avvenne nel corso del XVII secolo, con l'aggiunta della cappella laterale dedicata a San Carlo, della sagrestia e del porticato che precede la facciata. Successivamente vi furono altri interventi di restauro e consolidamento. Nel Santuario di San Pancrazio nel 1943 un gruppo di partigiani, ospiti del parroco don Carlo Scacchi, al comando del Capitano Ugo Ricci sottoscrissero un giuramento con il quale si impegnavano a lottare perla liberazione dell'Italia.

 

Ultima modifica: 17/07/14